Lettera Aperta agli Utenti Italiani di Software

Lettera aperta di Italo Vignoli, responsabile marketing e comunicazione dell’Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org).

http://gnuvox.libero.it/index.php/2008/01/16/lettera_aperta

fonte:http://blog.debianizzati.org/2008/01/16/lettera-aperta-agli-utenti-italiani-di-software/


Aggiornamento 21 maggio 2010: Pare che il sito gnuvox.libero.it non sia più raggiungibile.

Ho trovato una copia della Lettera Aperta, la riporto integralmente per evitare che sparisca ancora il link, in coda trovate anche la letterea aperta pubblicata su punto informatico.


Lettera Aperta agli Utenti Italiani di Software da parte dell’Associazione PLIO Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org

Cari Utenti, nonostante il successo di OpenOffice.org, molti non ci conoscono a sufficienza, così come non conoscono il software libero e i formati aperti, che in qualche caso identificano con argomenti riservati solo a chi ha dimestichezza con la tecnologia. Nel 2008, vorremmo sfatare qualche mito. Cominciamo con OpenOffice.org . Vorremmo che tutti coloro …

…che lo paragonano a una vecchia versione di Office provassero a installare la nuova versione per avere un’idea precisa delle caratteristiche e delle funzionalità del programma. Nel corso del 2007 il numero degli italiani che hanno scaricato OOo è stato superiore – poco o tanto, a seconda dell’interpretazione delle cifre – al numero di coloro che hanno acquistato una licenza di Office 2007. Nel caso del software libero, il download equivale all’acquisto di una licenza di un software proprietario. Infatti, per tutti coloro che scaricano il software e poi non lo utilizzano ci sono tutti quelli che – soprattutto aziende – effettuano più installazioni da un unico download. E’ difficile pensare che tutte queste persone – quasi 1.800.000, ovvero gli abitanti di una città come Milano – abbiano installato OpenOffice.org solo perché è gratis. Probabilmente, qualcuno lo ha fatto per essere in regola con le licenze, qualcuno per la possibilità di esportare in formato PDF, qualcuno per le funzionalità legate alla gestione dei documenti di grandi dimensioni, qualcuno per poter lavorare in modo indipendente dal sistema operativo. I motivi sono tanti, e tutti validi. Certo, la base installata di Office continua a essere più ampia (non potrebbe essere altrimenti, visti gli anni di presenza sul mercato dei due prodotti), ma nel 2007 la forbice ha incominciato a restringersi. OpenOffice.org è la prima suite che riesce a conquistare una quota importante del mercato, nonostante il fenomeno delle copie, che in passato ha aiutato Microsoft a bloccare la crescita dei concorrenti. Veniamo al software libero. Qui i miti da sfatare sono molti, ma a noi basterebbe che gli utenti cominciassero ad analizzare i due temi della qualità del software e del supporto tecnico, visto che ci sono problemi di sicurezza di Office 2003 che non sono stati risolti a distanza di anni, mentre quelli di OpenOffice.org sono stati tutti “chiusi” nel giro di poche settimane. Naturalmente, non siamo noi a dirlo, ma un sito indipendente: http://www.secunia.com . Passiamo al tema dei formati, che molti – fino al recente aggiornamento di Office 2003, che ha eliminato in modo intenzionale il supporto di 26 tipi di documento – pensavano fosse un altro “chiodo fisso”. Forse, l’affermazione secondo la quale il contenuto dei documenti creati o modificati con Office è nelle mani di Microsoft e non dei legittimi proprietari oggi ha un altro significato, e non solo per noi. Anche su questo tema, vorremmo che gli utenti fossero un po’ più attenti. Anche perché, se qualcuno non lo ha ancora capito, questo è solo un anticipo di quello che potrebbe succedere se il formato Microsoft OOXML venisse approvato nella forma attuale, visto che la compatibilità con i vecchi formati viene realizzata in modo tale – inserimento all’interno di una “busta” XML, senza pubblicazione delle specifiche – da consentire in qualsiasi momento (ipotizziamo, con il primo service pack di Office 2007) un’operazione analoga a quella appena effettuata per Office 2003. Concludiamo con l’Associazione PLIO, che ha lo status di ONLUS ed è formata da volontari che per l’attività relativa a OpenOffice.org utilizzano il proprio tempo libero. Crediamo sia importante ricordare che OOo può essere usato nella lingua madre dal 95% della popolazione mondiale e dal 100% di quella africana, per cui è anche uno strumento che aiuta a ridurre il digital divide. Abbiamo lavorato in silenzio per diversi anni, impegnandoci a favore della libertà del software, per offrire agli utenti un’alternativa percorribile nell’area delle suite per ufficio. Nel 2008 cercheremo di essere più attenti a tutte le situazioni in cui questo principio viene disatteso (avete letto questo articolo di Punto Informatico – http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2127784 – che spiega cos’è successo a Napoli, dove – tra l’altro – Microsoft ha “legalizzato” la copia di Office a uso privato da parte dei dipendenti comunali?). E’ anche per questo motivo che abbiamo deciso di promuovere e sottoscrivere una Lettera Aperta al Ministro Luigi Nicolais e al Sottosegretario Beatrice Magnolfi sui progetti per la società dell’informazione, che è stata pubblicata – tra gli altri – da Punto Informatico: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2154452 . Un’altra iniziativa che sottolinea la grande importanza del software libero per l’innovazione del sistema Italia, e cerca di fare chiarezza sui fondi stanziati per questo specifico obiettivo. Cordiali saluti a tutti. Italo Vignoli Responsabile Marketing e Comunicazione Associazione PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org)

Codice aperto, l’Italia aspetta

Molti nomi noti della rete in Italia sottoscrivono una lettera aperta al ministro Nicolais (Innovazione nella PA) sui contributi per la realizzazione dei progetti per la Società dell’Informazione. Ad un anno dalle promesse

Roma – Alla cortese attenzione di:
Luigi Nicolais
Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione
Via Isonzo, 21/b – 00198 ROMA

Beatrice Magnolfi
Sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella P.A.
Via Isonzo, 21/b – 00198 ROMA

Egregio Sig. Ministro,
Lei è ben consapevole del fatto che il futuro del nostro paese e più in generale dell’Europa non può più prescindere da un utilizzo consapevole e maturo delle nuove tecnologie. In questo quadro il ruolo dell’informatica, che costituisce l’infrastruttura portante di realtà pubbliche e private, è fondamentale.Nel corso degli ultimi anni diverse regioni italiane hanno promosso ed approvato leggi che favoriscono l’adozione di soluzioni informatiche basate su codice a sorgente aperto, ma è con la legge n. 296 del 23 dicembre 2006, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”, che lo Stato italiano privilegia per la prima volta tali soluzioni.

892.(Contributo per la realizzazione dei progetti per la società dell’informazione)
Al fine di estendere e sostenere in tutto il territorio nazionale la realizzazione di progetti per la società dell’informazione, è autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Con decreto di natura non regolamentare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali per gli interventi relativi alle regioni e agli enti locali, individua le azioni da realizzare sul territorio nazionale, le aree destinatarie della sperimentazione e le modalità operative e di gestione di tali progetti.

895.(Priorità dei progetti da finanziare) Nella valutazione dei progetti da finanziare, di cui al comma 892, è data priorità a quelli che utilizzano o sviluppano applicazioni software a codice aperto. I codici sorgente, gli eseguibili e la documentazione dei software sviluppati sono mantenuti in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un web individuato dal Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili.

Concordiamo con la Senatrice Magnolfi che in proposito ha dichiarato:

“Il fine è quello di sostenere la crescita di un’industria del software italiana in grado di competere con le grandi multinazionali, ma alimentando al contempo lo sviluppo locale nei territori. Si tratta di un settore in espansione formato da un arcipelago di piccole imprese, quasi sempre gestite da giovani, e capace di infondere al mercato un forte contenuto di innovazione e creatività.”

Il Web 2.0, One Laptop Per Child ed il nuovissimo eeePC sono solo tre esempi di come nel panorama internazionale l’offerta di tecnologia e servizi basati su codice a sorgente aperto sia in evoluzione, ed i fondi previsti dalla legge finanziaria possono contribuire a farci entrare a pieno titolo in questo panorama, realizzando e industrializzando soluzioni per la Pubblica Amministrazione.

Con questa lettera la ringraziamo per aver dimostrato sensibilità per questi temi e le chiediamo di adoperarsi a che gli articoli 892 e 895 della legge finanziaria vengano onorati.

È possibile che siano già stati impegnati e in tal caso le chiederemmo di farci sapere come siano stati spesi i primi 10 milioni di euro previsti per il 2007.

Nel caso non fossero ancora stati impegnati le chiederemmo di farci sapere se e come lo saranno e in quali tempi.

L’Italia può assumere una posizione di leadership nell’ambito della produzione ed erogazione di servizi e soluzioni basate su codice a sorgente aperto per il mercato della Pubblica Amministrazione, e questi fondi potrebbero creare i presupposti tecnici ed imprenditoriali affinché le nostre imprese possano commercializzarle anche all’estero.

In attesa di un suo cortese riscontro, restiamo a disposizione e cogliamo l’occasione per porgere i nostri più cordiali saluti,

Gabriele Bartolini
Associazione Italian PostgreSQL Users Group

Paolo Boscolo
Comune di Prato

Bud Bruegger
Comune di Grosseto

Angelo M. Buongiovanni
Associazione Il Secolo della Rete

Carlino Casari
CRS4

Giulio Concas
Università di Cagliari

Renzo Davoli
Università di Bologna

Juan Carlos De Martin
Politecnico di Torino

Davide Dozza
Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org

Giulio De Petra
Regione Sardegna

Roberto Galoppini
Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org

Raffaele Gareri
Provincia di Brescia

Antonella Giglio
Regione Sardegna

Stefano Maffulli
Free Software Foundation

Michele Marchesi
Università di Cagliari

Flavia Marzano
Associazione Il Secolo della Rete

Carlo Piana
Freedom Task Force della FSFE

Stefano Quintarelli
Equiliber

Giovanna Sissa
Associazione Il Secolo della Rete

Salvatore Tucci
Università di Roma Tor vergata

Pasquale Volontà
Provincia di Asti

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